Archivio mensile:Maggio 2018

G.A. MACERATA “GIOVANI & POLITICA: TRA INCERTEZZE E SPERANZE”

Di fronte al risultato delle recenti elezioni politiche e la difficoltà a formare un governo, ci troviamo di fronte a una Italia da  ricucire, con una politica che ha bisogno di ritrovare la maiuscola.

Questa è una realtà ben presente ai Giovani delle Acli di Macerata, da sempre impegnati in percorsi di educazione e formazione alla politica, all’impegno civile e alla cittadinanza attiva.

I Giovani delle Acli di Macerata, in collaborazione con le ACLI provinciali di Macerata, hanno cosi organizzato mercoledì 23 maggio presso l’HOTEL CLAUDIANI a Macerata
l’incontro pubblico dal titolo “GIOVANI E POLITICA: TRA INCERTEZZE E
SPERANZE”.
L’iniziativa , che si inserisce nell’ambito degli appuntamenti del LAPIS, il laboratorio per l’impegno sociale e politico delle ACLI Marche finanziato con i fondi 5 per mille, ha coinvolto giovani studenti e cittadini del territorio maceratese.
Durante l’incontro sono intervenuti Francesco Garbuglia, il
Presidente Diocesano di Azione Cattolica Macerata , Alessandro Massi,
l’Assessore del Comune di Tolentino e Claudio Cavallaro, il consigliere del Comune
di Castelraimondo.
“Per costruire una politica con la P maiuscola “- Afferma Francesco Garbuglia – “Servono: la competenza  professionale dei singoli, una competenza fatta di formazione…., l’ascolto ( di situazioni vere) , il bisogno di generare dibattito tra i giovani e il tempo, il tempo  per affrontare le cose”.
“La politica è un bene di tutti”- continua- “dobbiamo fare politica, guardare avanti: cerchiamo spazi, modi, tempi per ragionare e trasformare il contesto”
Aggiunge  Alessandro Massi “Questa sera siamo qui per raccontarci , non siamo qui a prendere voti. La politica ormai la ritroviamo in tanti contesti , da quello universitario, lavorativo. E’ importante essere un esempio, essere umile. La politica richiede sacrificio, e soprattutto significa stare CON qualcuno , e NON contro qualcosa. Oggi si tende a votare CONTRO  e non più PER”.
“Oggi è importante ridare speranze” continua Claudio Cavallaro“ servono più
valori, serietà e rispetto del prossimo. Ci troviamo in un momento in cui è difficile
lanciare un messaggio, ma non dobbiamo comunque smettere di affrontare
i problemi”.
Durante la serata sono intervenuti anche i referenti delle Associazioni studentesche  maceratesi , piccole realtà che in fondo si interessano di politica, la politica intesa non nel senso partitico ma nel senso di responsabilità civile e morale dell’altro.

Ciò che accomuna le associazioni è l’idea che sia importante riportare la politica tra i giovani.
“Tutti siamo uguali, abbiamo speranze e incertezze” afferma una delle
studentesse” Ma l’idea di associazionismo si sta perdendo. La politica è un valore aggiunto. Progettiamo. Questa è una opportunità che i
rappresentanti hanno. Quello che è difficile trasmettere è che i
rappresentanti possono cambiare le cose. Il mio appello stasera è per i giovani: continuate a crederci”.

 ga lapis 23 maggio jpg

G.A. ASCOLI: SOGNANDO DI ESSERE SUPEREROI

AAA CERCASI SUPEREROI

Il mondo cerca Supereroi.
Abbiamo inventato, abbiamo amato e ancora seguiamo i leggendari eroi della Marvel come “Gli
Avengers” o piuttosto i potenti combattenti della “Justice League” pubblicati dalla DC Comics.
Sentiamo la necessità di proteggere ciò che più ci sta a cuore e lo esprimiamo attraverso casi
particolari di donne e uomini che con speciali caratteristiche o per particolari circostanze hanno
dovuto letteralmente tirar fuori gli artigli, prendiamo il caso di Wolverine in X-Men.
Anche se sembra perder fiducia nel Genere Umano per gli enormi errori commessi, dalle catastrofi
naturali al terrorismo, l’uomo non può scoraggiarsi, crede ancora che qualcosa di buono ci sia, a determinarlo fu anche il giovane Luke Skywalker, giovane Jedi, nella lotta contro il male, quel male che aveva fagocitato il padre Darth Vader, passato al lato oscuro della forza, dalla parte dei
Sith. E la lotta perenne tra bene e male continua in quella universale metafora che incarna “Star
Wars”, la perenne lotta sulla scelta e il libero arbitrio, non si parla della persona con cui schierarsi,
ma si parla dell’ “io” che lotta con se stesso, con i propri desideri, con le proprie ambizioni e i
propri dubbi. Si parla se combattere per i propri ideali, per qualcosa di superiore, per un bene comune o piuttosto per egoismo e per dissetare la fama e la brama.
L’uomo usa l’immaginazione e crea la speranza di poter ancora credere nell’Umanità, trova uno spiraglio anche tra i più temuti, esempio la Suicide Squad, dove dei criminali diventano supereroi.
Abbiamo disegnato supereroi, li abbiamo immaginati a sembianza d’uomo, così come i primi sulla
Terra identificati dagli antichi negli dèi.
Chi erano gli dèi? Divinità erano chiamate, eppure con il corpo umano e con le stesse debolezze
degli umani.
Fin dall’antichità l’uomo si è trovato di fronte alla scelta delle due “verità”, manifestate molto più
in là dal cinema in “Matrix” sotto la veste delle due pillole di due colori diversi.
Fin dai secoli più lontani l’uomo ha cercato i suoi supereroi e la ricerca ha fatto emergere valorosi guerrieri come Achille o Ulisse per i greci, oppure Ettore per i Troiani, marito e padre.
Supereroi pronti a difendere chi è più debole, pronti a qualsiasi prova per proteggere la propria famiglia.
Altri provenienti dal Ciclo Bretone come i Cavalieri della Tavola Rotonda con Re Artù.
L’uomo si ciba di storie, di ideali che rinvigoriscono l’animo, di valori che formano i muscoli del senso civico.
Se i greci educavano i giovani in base alla paideia, cioè l’ideale di educazione basata sui modelli di forza, valore, rispetto e intelligenza, durante l’Umanesimo ricordiamo i cavalieri di Boiardo forti per la gentilezza e l’onore e quegli stessi cavalieri cambiano forma con Ariosto che descrive la bestialità dell’uomo che perde il senno, che perde i principi, l’uomo che dimentica se stesso e diviene bestia.
Ma quando l’uomo ritrova se stesso? Probabilmente abbiamo dimenticato il più grande dei supereroi.
Gesù. Rivoluzionario e temerario. Aveva la forza della parola. Aveva la forza dello sguardo. Aveva la forza della sapienza. Aveva la forza di chi si mette dalla parte degli emarginati. La forza di parlare
di Amore.I ragazzi oggi devono imparare a capire, conoscere e tirar fuori la propria forza per il bene comune.
La forza di denunciare, la forza di esprimersi, la forza di dire no alle violenze.
Ad Ascoli Piceno è stato stimolato solo un “piccolo muscolo”, quello del pensiero, punzecchiato alla maniera di Socrate, maestro della maieutica.

Il 24 maggio, presso la Bottega del Terzo Settore, è stato organizzato il Lapis, Laboratorio di
Azione Politica-Sociale e Cittadinanza Attiva per la promozione del Bene Comune: GA e Acli di Ascoli Piceno hanno incontrato le classi del triennio delle commerciali dell’IPSIA Fermi -Sacconi-Ceci di Ascoli.

Sono stati condivisi video. Parlavano di bene comune e di superpoteri, come le parole di Alex Bellini, futuro ospite di Ascoli. Come avventuriere ed esploratore, che ha sfidato la natura più estrema, rimangono impresse le sue parole: “Grazie ad una serie di esperienze uniche, sono in grado di dimostrare che tutti noi abbiamo quello di cui abbiamo bisogno per raggiungere i nostri più alti obiettivi. Non è una questione di essere speciale. È nel normale che dobbiamo trovare lo
straordinario, esplorando innanzitutto noi stessi.”
Così divisi in gruppi i ragazzi, dopo qualche attimo di esitazione, hanno parlato del loro “bene comune”, la città e gli spazi per i giovani. Hanno condiviso l’idea di un progetto che possa creare
occupazione, hanno parlato della loro idea di università legata alle varie attività della città.A loro è stata data voce. Quella voce ha preso corpo in inchiostro e poi in colori.
Hanno elencato i punti critici, si sono confrontati sulle problematiche e poi ogni gruppo ha scelto quale affrontare per analizzarlo e ipotizzare soluzioni e proposte.
Infine ogni gruppo ha espresso la sua idea davanti a tutti gli altri. Hanno preso coraggio, la consapevolezza anche di quella forza di esprimere la propria idea davanti a cinquanta persone. Se i ragazzi del terzo hanno fatto notare il bisogno di uno spazio comune, dove i ragazzi della città
possono condividere passioni come musica e lettura, ma soprattutto dove possono scambiarsi opinioni e parlare, i ragazzi del quarto hanno guardato un po’ più in là, verso la collettività
elaborando un progetto che possa metter in rete le risorse della città e che possa valutare i punti di forza tanto da poter creare realmente Lavoro, infine i ragazzi del quinto pensando alla rete che si può creare tra associazioni, attività, negozi e imprese hanno messo al centro di tutto, come fulcro e
cuore, l’università, che deve evolversi per diventare il motore di questa macchina qual è la città,qual è in effetti lo Stato.
I ragazzi ci hanno aperto gli occhi sul presente e il futuro, solo così si può parlare di progresso: il bene comune ha bisogno di rispetto, chiarezza, cultura, rete, idee, ma soprattutto il bene collettivo ha bisogno della partecipazione attiva della stessa collettività.
Speriamo che così i ragazzi si siano accorti dei loro meravigliosi superpoteri con cui raggiungere i propri sogni e “il sogno di un posto per tutti”.
Non dimentichiamo le ultime parole di Ben Parker, zio di Spiderman: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”.
Così il giovane Peter decise di mettere i suoi poteri al servizio dell’umanità, diventando Supereroe

Giorgia Spurio

Coordinatrice GA Ascoli Piceno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giorgia Spurio

SOGNI INFRANTI A GAZA

 

Gaza, ovvero la fine dei sogni. Quando penso a Gaza, da giovane, penso alla perdita dell’innocenza di una generazione di Palestinesi costretti a subire la violenza degli adulti e dei ben pensanti che, ritenendo opportuno corroborare il proprio desiderio, politico, economico, imperialista, finiscono con il distruggere fino all’estinzione fisica il collaterale. Ora, il collaterale qui significa vite umane, persone che vengono violentate nelle proprie esistenze e nell’identità. Niente può giustificare la violenza, nessuno può autorizzarla, in nessun caso può esserci la sopraffazione del più forte. Chi ha forza protegga chi è più debole direbbe il giusto, chi ha più risorse le metta a disposizione, chi ha potere lo usi a fin di bene. L’accusa potrebbe essere di utopismo diffuso, ma niente di più sbagliato. Parliamo di rispetto della sacralità della persona nella sua interezza di identità, di continuità biologica e culturale, dell’essenza insomma. Gaza mette fine ai sogni di una generazione di Palestinesi che vivono solo incubi dettati da pesanti responsabilità dei grandi. Qui grandi non sta solo per adulti, ma per potenti. Alla fine la continuità culturale, oggi messa in discussione su più fronti, sembra un fastidio, un difetto della volontà che dovrebbe solo essere allineata all’idea più forte e perciò importante. Impariamo a disconnettere come un modem la nostra mente dalla connessione della superficialità politica e spirituale, impariamo a fare di Gaza e delle sue sofferenze un motivo di riflessione e cambiamento.

 

Giuseppe Marrone

Coordinatore  GA Foggia

PRIMO MAGGIO:TRA ATTUALITÀ E IMPORTANZA

Il primo maggio è la festa di tutti i lavoratori e noi delle Acli, organizzazione di lavoratori, sentiamo l’importanza di una giornata che oltre la retorica è importante perché testimonianza oggi di un passato lontano cronologicamente, ma attualissimo. Perché essere orgogliosi di festeggiarlo? Perché ogni persona che lavora prova sulla propria pelle una dignità che è frutto delle rivendicazioni dei propri padri, delle grandi questioni del mondo del lavoro affrontate con coraggio e orgoglio anche da esponenti aclisti. Allora una giornata può essere simbolo di una lucida cognizione della propria dimensione che vuole il lavoro tagliato sulla pelle della persona, sulla sua umanità e l’umanità, cresciuta nell’educazione al lavoro, migliorata nell’etica del vivere di diritti.

I diritti sul lavoro, la lotta giornaliera affinché il lavoratore viva questa dimensione umana dignitosamente, sono beni che un aclista conosce e affronta nella dialettica quotidiana. I Giovani della Acli, i giovani, sono immersi nella fase epocale di una transizione dei valori del lavoro che sono fortemente a rischio, crediamo che un impegno costante e deciso sia fondamentale perché queste conquiste siano sempre attuali e non cedano a logiche che corrispondono ad una cultura del lavoro miope e inopportuna. Sappiamo che il mondo del lavoro, chiamato “mercato”, offre forse delle merci più che dei lavoratori, non possiamo che sperare nella riuscita morale di un processo di umanizzazione e di costante tensione al bene comune che solo una stagione di diritti può offrire