Giovani più competenti

In questi ultimi anni, limitandosi a guardarsi attorno senza incrociare particolari dati statistici o di fare ricerche specifiche, ci si rende conto che la situazione riguardo al lavoro (in primis), alla formazione e alla cultura dei giovani italiani (e non solo) è di piena emergenza. Se poi andiamo ad analizzare i dati la situazione si presenta anche più critica, il dato dei giovani senza lavoro (escludendo i precari e i NEET) è drammaticamente stazionario, i ragazzi che cercano fortuna fuori dalla propria regione (in genere dal sud verso il nord) o fuori dal nostro Paese è in aumento ed il tasso di natalità è in crollo.

Con una situazione del genere è semplice capire come mai l’Italia stia diventando sempre meno un paese per giovani. In che modo si può uscire da questa impasse che sta purtroppo durando da troppi anni e che ha già compromesso più di una generazione?

Per semplificare un problema così complesso si può agire in diversi modi su e su vari livelli. Ad un livello alto, di cui è responsabile il Governo nazionale, ci sono due importanti questioni che andrebbero affrontate a lungo termine: il rilancio dell’economia e la riforma della scuola e della formazione professionale.

E’ necessario trovare assolutamente un modo per rilanciare l’economia e riuscire a dare respiro e forza alle aziende che hanno difficoltà, a quelle che hanno bisogno di rinnovarsi, e riuscire a dare fiducia a chi vuole aprire una nuova azienda. Possiamo suonarcela e cantarcela come vogliamo, si possono inserire tutte le agevolazioni su nuove imprese e assunzioni di questo mondo (che comunque aiutano solo a tamponare il problema) ma la questione principale è che le imprese tante volte non si possono permettere di assumere nuovi dipendenti e, finite le agevolazioni, le assunzioni non si reggono più da sole.

C’è un altro grave problema che rende frustrante la vita di un giovane che si sente pronto ad entrare nel mondo del lavoro; quando dopo una vita passata tra scuola ed università, il giovane stesso scopre che non è ancora pronto ad entrare nel mondo del lavoro e si scontra con esso. Troppe volte capita che le aziende cerchino disperatamente determinate figure senza successo e sono costrette a cercarle all’estero o a formare da zero delle persone che hanno determinate attitudini e che sono ben predisposte a quel tipo di mansione. La scuola e la formazione professionale infatti non sempre sono efficaci nel creare figure che, al termine del loro percorso, abbiano sviluppato in modo completo le loro conoscenze e competenze trasversali.

Vivendo le nostre realtà ci stiamo rendendo conto però che qualcosa sta cambiando, non si demonizza più la “crisi” come negli anni appena trascorsi e si inizia a cercare qualche strada che possa aiutare ad uscire da questa condizione vissuta dai giovani come “prigionieri del periodo storico sfavorevole”. Il problema è trovare la strada giusta ed è qua che la generazione degli adulti, le associazioni e la Chiesa possono svolgere un ruolo rilevante.

L’unione e la cooperazione di più soggettipuò sicuramente dare un contributo molto importante ad educare le giovani generazioni all’intraprendenza, alla curiosità, alla formazione, al mettersi in gioco e investire quindi sulla crescita di se stessi. E’ importante che capiscano che più esperienze si portano avanti nella vita più queste “competenze trasversali” e capacità di “stare al mondo” saranno migliorate e rafforzate. Accompagnare i giovani nel trovare la loro strada quindi è una sfida che possiamo e dobbiamo cogliere per far sì che, in attesa che i livelli più alti facciano i loro passi, i nostri ragazzi non perdano tempo sfiduciati e possano, attraverso le diverse esperienze ed opportunità che coglieranno, rafforzare le proprie skills.

Come Giovani delle Acli, il tema delle capacità trasversali e delle attitudini, ci sta molto a cuore ed è su questo che stiamo cercando di investire le nostre energie e risorse. Crediamo che lo sviluppo di queste competenze da parte dei giovani, faccia davvero la differenza nella ricerca del lavoro. Durante il campo estivo nazionale, svoltosi lo scorso Giugno, abbiamo cercato di far comprendere ai nostri ragazzi l’importanza di scoprire i propri talenti per diventare moltiplicatori sul proprio contesto locale.

Proprio sul territorio attraverso l’utilizzo di queste competenze ed grazie ad metodo della co-progettazione che intende coinvolgere enti, associazioni e gli stessi giovani che vivono il disagio, si cercherà di aiutare i ragazzi con l’obiettivo di trovare soluzioni condivise.

Cercheremo di lavorare quotidianamenteper alimentare e tenere vivi i sogni nostri e quelli dei giovani attorno a noi perché, come ha detto Papa Francesco durante l’incontro dello scorso agosto a Roma, “i sogni sono importanti. Tengono il nostro sguardo largo, ci aiutano ad abbracciare l’orizzonte, a coltivare la speranza in ogni azione quotidiana. E i sogni dei giovani sono i più importanti di tutti”.

 

http://www.benecomune.net/rivista/numeri/giovani-sinodo/giovani-piu-competenti/

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