Archivio mensile:marzo 2019

Un’Europa da vivere

Riprendendo la famosa frase attribuita a M. D’Azeglio verrebbe quasi da dire: “fatta l’Europa bisogna fare gli europei”. Dopo quasi 78 anni dall’agosto 1941 e dal manifesto di Ventotene ( “per un’Europa libera e unita) sorgono ancora spontaneamente degli interrogativi: “L’Europa è unita? È libera?”.

Altiero Spinelli, Ursula Hirschmann e Ernesto Rossi durante il loro esilio isolano nel mar Tirreno e Eugenio Colorni, che pubblicò lo scritto scrivendone la prefazione, forse non consapevolmente, ma, con questo documento, hanno posto le fondamenta per la costituzione dell’Europa Unita.

“Questa” Europa nel tempo è cambiata, mutata, certamente migliorata in tanti suoi aspetti, ma il lavoro da fare è ancora molto (“si può sempre migliorare” come è solito dire nelle chiacchiere da bar), il problema è “come?”.  L’identità Europea nel cuore di molte persone è inesistente e i nazionalismi spesso prendono il sopravvento nell’animo europeo, la forza sempre maggiore che in molti paesi europei stanno avendo i populismi ne è la prova. Ma come si starebbe senza Europa?  I social, strumenti utilissimi e formidabili sotto molto punti punti di vista, non aiutano di certo; le fake news rendono l’informazione veritiera quasi impossibile, basta una foto finta con 20 caratteri di descrizione per rovinare la veridicità degli studi dei grandi esperti. L’Europa però è un BENE e le prove di questo bene sono così tante che sarebbe difficile spiegarle tutte, ma senza dubbio le più interessanti, soprattutto per un giovane, sono 5 parole: pace, mobilità, unità nelle diversità, libertà e ambiente.

La Ceca (comunità europea del carbone e dell’acciaio) ha dato il via ad un processo di riconciliazione e di pace tra i paesi europei che ha portato ad avere il più lungo periodo di pace sui nostri territori. I cittadini sono liberi, possessori di una libertà vera e tutti sono umani. Un altro punto di forza dell’Europa è proprio la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, proclamata a Nizza del Dicembre del 2000 e, grazie all’entrata in vigore il primo dicembre 2009 del trattato di Lisbona, attualmente giuridicamente vincolante. Questa carta sancisce tutti i diritti e i valori riconosciuti e condivisi dagli Stati membri che dovrebbero accomunare gli europei in un sentimento di fratellanza. L’Unione è quindi il collante che tiene insieme le diversità presenti in Europa facendole diventare la propria ricchezza, e, utilizzando un gioco di parole, si potrebbe dire “l’Unione fa la forza”.

La parola, però, che tocca più da vicino la quotidianità di un Giovane (che nell’Europa unita è nato ed è una normalità per lui vederla tale) è “Mobilità”. Si può viaggiare ovunque senza problemi e in poche ore; cosa che prima “dell’Europa Unita” era impensabile. Oltre agli aspetti politici che permettono lo spostamento dei cittadini all’interno dell’Unione (la libertà di circolazione e soggiorno delle persone all’interno dell’UE, introdotta dal trattato di Maastricht nel 1992, e la graduale eliminazione delle frontiere interne nel quadro degli accordi di Schengen) l’aspetto che ha fatto nascere nei giovani l’attrazione per questa parola è il programma Erasmus (oggi Erasmus Plus). Erasmus nasce nel 1987 per permettere agli studenti universitari di svolgere un periodo del percorso di studi in un ateneo all’estero (dai 3 ai 12 mesi).

Dal 2014 si è ampliata l’offerta creando Erasmus plus, il quale comprende, oltre alle proposte già esistenti per gli universitari, anche il vecchio Lifelong learning programme. Allargando i settori sul quale opera, il programma il numero dei partecipanti è aumentato grazie anche all’aumento dei fondi: 14,774 miliardi di euro di fondi europei destinati a finanziare il programma 2014-2020. L’opportunità è stata ampliata e coinvolge non solo gli universitari, ma anche gli studenti delle scuole superiori, i membri dei settori della formazione, dello sport, del volontariato e del lavoro.

Si è cercato quindi di creare con Erasmus plus un contenitore di tutti i programmi di apprendimento e mobilità offerti dall’Unione Europea, racchiudendoli sotto un’unica denominazione.

L’Unione non è perfetta, ma è essenziale per il nostro Paese e per l’Europa intera. Il 26 Maggio c’è in gioco il nostro futuro, un futuro dove, partendo da quello di buono che già abbiamo, bisognerà lavorare per puntare alla perfezione. La creazione dell’Europa era “Il Sogno” di tanti nostri nonni e, grazie anche alla loro tenacia, ora è realtà. Il voto è un diritto e proprio grazie ad esso ogni cittadino europeo potrà far sentire la sua voce [Se un cittadino vuole conoscere cosa concretamente faccia l’Europa per lui può informarsi entrando sul seguente sito https://what-europe-does-for-me.eu/it/portal]. Ognuno deve poter scegliere in quale Europa vuole vivere e la campagna del Parlamento Europeo è proprio incentrata sull’incentivare la comunità all’utilizzo di questo fantastico “strumento di democrazia” che è il voto [https://www.stavoltavoto.eu/].

Il manifesto scritto sulla piccola isola italiana si conclude con la frase “La via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà”. Dopo molti anni queste parole sembrano (e forse lo sono) attuali. Certamente, rispetto ad allora, il significato è mutato perché la via è stata imboccata, resa più sicura e meno impervia, ma l’orizzonte è ancora lontano e solo percorrendola insieme questa strada permetterà a tutti di toccare con mano la bellezza dell’arrivo. Citando la frase del più celebre cammino presente nel nostro continente … “Buen Camino Europa”.

Di Simone Romagnoli
Giovani delle Acli Milano

GA CALTANISSETTA: ” NON GUARDATE LA VITA DA UN BALCONE”

Si è svolto mercoledì 20 marzo, a partire dalle ore 17.00 a Caltanissetta un incontro culturale intitolato “Non guardate la vita dal balcone” nel qujale si è presentato il volume di Francesco Occhetta ,”Ricostruiamo la politica. Orientarsi nel tempo dei populismi (San Paolo 2019)”. All’evento, organizzato dai Giovani delle ACLI di Caltanissetta e dall’associazione culturale “Alcide De Gasperi”, da una libreria sita in corso Umberto, sono intervenuti: Giuseppe Notarstefano – Vicepresidente nazionale Azione Cattolica; Fernanda Di Monte – Giornalista; Rosario Oliveri – Assessore al comune di Lercara Friddi. L’incontro è stato introdotto e moderato da Davide Capodici e concluso da Massimiliano Centorbi, Presidente provinciale del Forum delle Famiglie.

A parere degli organizzatori, il libro è un invito assai significativo per riconsiderare l’impegno in politica – tanto da parte dei credenti quanto dei non credenti – in una stagione carica di tensioni e carente di punti di riferimento significativi. Urge avviare un cammino per ricostruire la politica capace di strutturarsi su valori come l’inclusione, il coraggio, la prudenza, la responsabilità, la collaborazione, la libertà, la competenza.IMG_20190325_161419.png

GA CATANIA:Scenari e protagonisti della protezione del dato. Nuove #opportunità per i #giovani”

Mercoledì 13 marzo, i giovani Acli di Catania hanno promosso una giornata di formazione divulgativa dedicata ad approfondire la nuova disciplina sulla privacy, con particolare riferimento agli adempimenti previsti dal Regolamento UE 2016/679.

Grazie al contributo dei relatori presenti, è stato declinato il quadro di riferimento in materia, partendo dalle origini della privacy sino alla sua evoluzione normativa e interpretativa, con un focus specifico dedicato alle implicazioni virtuali della privacy digitale, mediante una panoramica sulle minacce cui la sfera personale degli individui è esposta in ambiente digitale.
Le conclusioni hanno evidenziato l’esigenza di innovare il sistema formativo, per adeguare lo studio del diritto alla nuove esigenze del mercato, per sfruttare in modo efficace le nuove opportunità professionali di lavoro sempre più influenzate dal possesso di competenze ict.

 

Giovani delle ACLI Catania

#GiovanidelleAcliCatania

#aclicatania #incontro #giovani #opportunità #catania #GDPR #privacy #nuovilavori #possibilità

Perché l’ott(iam)o

“Women’s Day”, le “Jour de femme”, o “Dia das mulheres”: oggi in tutto il mondo si celebra la Giornata
Internazionale delle donne. Oggi persone di culture e nazionalità diverse ricordano i traguardi raggiunti
dalle donne dal secolo scorso all’epoca temporanea. Oggi non esistono differenze, oggi siamo tutti uniti.
È a partire dall’inizio del Novecento che numerose donne hanno lottato per ottenere quei diritti di cui le
donne, oggi, possono godere, perché riconoscevano e credevano in quei valori di uguaglianza, di
solidarietà, di sostegno reciproco che ci hanno permesso di essere libere di scegliere. Tanti sacrifici per raggiungere tanti traguardi, dal suffragio universale all’accesso al mondo del lavoro. Ma
esistono, purtroppo, ancora situazioni in cui l’essere donna può risultare discriminante, e per cui lottare
risulta ancora necessario.
E ci sono così quelle lotte silenziose, che solo le donne conoscono e che sono parte del loro quotidiano, che ci vedono ancora combattere davanti un pregiudizio e stereotipi per cui le donne sono percepite come fragili e per cui vengono imposti determinati canoni in cui rispecchiarsi. Ma è proprio da quella fragilità, dalla consapevolezza di qualcosa che è stato – ingiustamente – negato che le donne, da anni, riconoscono in essa la propria forza e una risorsa per farsi sentire, per continuare a lottare, ognuna a proprio modo, riuscendo a conquistare tante piccole e grandi vittorie.Quelle vittorie che tante donne italiane hanno raggiunto, diventando un esempio di forza e di eccellenza per chi lotta ancora.
Perché le donne lottano, ieri, oggi, sempre.
Rosa
GIOVANI DELLE ACLI BOLOGNA

AGORÀ 4.0: L’EVENTO NAZIONALE DEI GIOVANI DELLE ACLI

Sono state tre giornate ricche di contenuti formativi e costruttivi quelle dell’agorà, l’evento
nazionale annuale promosso dai Giovani delle Acli che si è svolto dal 28 febbraio al 2 marzo
e che ha coinvolto Giovani Aclisti provenienti da tutta Italia.
Una agorà4.0 legata a tematiche forti, innovative e attuali quali l’industria 4.0 e l’Europa,
sempre analizzate dal punto di vista del mondo lavorativo e formativo giovanile.
“Siamo molto soddisfatti di come sia andata l’agorà4.0”- afferma Giacomo Carta, il
Coordinatore Nazionale dei Giovani delle Acli- “I veri protagonisti sono stati i nostri giovani
che hanno partecipato con entusiasmo ed in modo propositivo, seguendo con attenzione
tutti gli interventi dei relatori. Si è creato davvero un bel gruppo affiatato e sono felice che
questa sia stata anche un’occasione per far nascere tante amicizie. Siamo molto contenti
anche dell’alta qualità degli interventi dei relatori che ci hanno aiutato a riflettere sui temi
a 360 gradi. Concludiamo l’agorà con la sfida importante di dare seguito a queste 3
giornate con delle iniziative sui territori e spingendo i ragazzi a sensibilizzare, formare e
informare i loro coetanei perché, se c’è una cosa che abbiamo imparato, è che siamo in
piena rivoluzione industriale e non ci possiamo permettere di perdere tempo”.
Giovanni Bunoni, il Vice Coordinatore Nazionale dei GA, aggiunge: “L’agorà rappresenta
per il nostro movimento il fulcro centrale della nostra azione, il più grande momento di
dialogo e confronto. Siamo contenti della buona riuscita di questa edizione ed entusiasti
per il grado di partecipazione ed interazione ottenuto attraverso la presenza dei nostri
giovani. Il livello dei relatori e l’intervento del Sottosegretario, Vincenzo Spadafora, hanno
di certo contribuito a rendere questa Agorà 2019 un momento di grande importanza per
tutto il nostro movimento giovanile”.
Il primo giorno è stato dedicato all’assemblea nazionale durante la quale sono stati
presentati i gruppi giovanili appena costituiti e il nuovo “contest di idee” promosso dal
coordinamento Nazionale dei GA al fine di agevolare e invogliare i territori a svolgere
attività. Durante l’assemblea sono state presentate anche alcune attività svolte all’interno
dei territori e in particolare i progetti promossi dai Giovani delle Acli, quali “Stranieri in
terra Aliena “ (https://giovanidelleacli.com/2018/09/12/al-via-il-progetto-realizzato-con-
lagenzia-nazionale-per-i-giovani/) e “Progetto SOCIAL NE(ET)-WORK”
(https://www.acli.it/progetto-social-neet-work-giovani-in-rete-per-una-partecipazione-e-
cittadinanza-attiva/).
L’entusiasmo e la partecipazione hanno accompagnato i giovani partecipanti durante il
secondo giorno: la prima parte della giornata si è svolta presso il CNEL con una riflessione
su industria 4.0 , giovani e lavoro- formazione, insieme a Valentina Carlini, Area
politiche industriali di Confindustria, Francesco Delzio, manager e docente universitario e
Vincenzo Spadafora, Sottosegretario con delega ai giovani e alle pari opportunità.

“La cosa peggiore che un governo possa fare è pensare di poter scrivere politiche di
intervento per i giovani senza i giovani” ha affermato il sottosegretario Vincenzo Spadafora
“Io oggi sono qui per ascoltare perché ciò che sento dai giovani serve per orientarmi. Il 30
marzo pubblicheremo un avviso pubblico costruito ascoltando i giovani. Questo bando non
sarà la soluzione dei problemi ma servirà ad aprire dei cantieri che daranno anche la
possibilità di creare lavoro, vitalità , coinvolgimento”.
La seconda parte della giornata si è svolta invece nella Sala del Roma Scout Center insieme
a Ciro Cafiero, avvocato giuslavorista e Roberto Rossini, Presidente nazionale delle Acli ed
è terminata con dei lavori di gruppo sull’educazione non formale.
L’agorà è terminata insieme a un momento di riflessione spirituale con Francesco
Occhetta, giornalista de“La civiltà cattolica”.
“Voglio darvi degli strumenti che vi serviranno per lavorare nella vostra vita” ha affermato
Occhetta “Quello che voi state facendo è di curare questa idea di lavoro incentrata
sull’uomo. E’ necessario, per fare questo, curare il livello spirituale che riguarda la
relazione tra me e me. Quello che voglio chiedervi è quali sono i vostri desideri, qual è il
fuoco che vi spinge. La felicità è la costruzione della propria vita. Non innamoratevi delle
vostre cecità”.

Il prossimo evento nazionale sarà il Campo Estivo Nazionale durante il quale continueremo
a fare formazione e a dare seguito al nostro lavoro.