Costruiamo una rete invisibile… contro il COVID-19

Siamo delle volontarie di Servizio Civile presso le ACLI di Cosenza ed abbiamo deciso di condividere i nostri pensieri al fine di accorciare un po’ le distanze che ad oggi sembrano essersi moltiplicate.

Abbiamo iniziato il nostro servizio con entusiasmo e grandissime aspettative, ma i pensieri che andrete a leggere sono velati da un pizzico di malinconia mista a stupore, per un evento che ha portato all’interruzione dei nostri progetti: si tratta del COVID-19 che ha messo in allerta tutta l’Europa e non solo. Scrivere qualcosa che leggeranno più persone non è mai facile e spesso si fa fatica a trovare le giuste parole per arrivare al cuore di ciascuno, per essere più trasparenti possibili. In una situazione simile però, il nostro scopo è solo quello di essere una compagnia per qualcuno, un semplice messaggio che dice “ehi tu, non sei da solo/a puoi condividere i tuoi pensieri con noi!”. Placidia, 22 anni, scrive: <<Non credevo che il 2020 potesse essere un anno “malsano”, portatore di questa pandemica novità. Il mio punto di vista è un punto di vista qualunque, ma l’emergenza covid19 lascia spiazzati. Il mio primo pensiero va a chi in questo momento, come me si trova distante dalla propria famiglia, nell’incertezza totale. Credo fermamente che in momenti critici come questo, si possano attivare, paradossalmente, una serie di risorse di cui disponiamo ma che raramente mettiamo in campo.  Dall’esigenza di necessità e di urgenza si denota quello che è lo spirito del popolo, ed è la prima cosa che ho avvertito in questa sorta di stato di necessità. Ho capito che al di là dei provvedimenti presi dal governo occorre attivare e non lasciare al margine la propria coscienza, per tutelare il bene della collettività e soprattutto la parte debole della società. Il “dover” rimanere a casa inizialmente è stato avvertito come una perdita della tanto amata e decantata libertà, ma questo era necessario, si! Bisogna dirlo quanto è stato necessario, perché altrimenti non si comprende realmente cosa sta accadendo nella nostra nazione.

La mia libertà finisce laddove nuoce a qualcun altro, e questo non bisogna mai dimenticarlo perché è un valore fondamentale per il vivere civile. Forse è proprio su questo che voglio soffermarmi, cioè sul valore di quello che stiamo facendo, è questa la motivazione che cerco di darmi, stando a casa, ricostruendo la mia quotidianità, riscoprendo passioni abbandonate, ascoltando dei vecchi album. Questi sacrifici che sto e stiamo facendo oggi, sono una prova importante e rappresentano un pass per un futuro (più prossimo possibile) che in qualche modo ci renderà più forti e migliori!>>

Sara, invece, scrive: <<Come sto affrontando l’emergenza sanitaria Covid-19? Ho 21 e sono una studentessa lavoratrice, da poco è iniziata la mia esperienza di servizio civile con le Acli, purtroppo già sospesa a causa di questo maledetto virus di cui tanto si parla. Sono tanti i pensieri che affollano la mia mente in questi giorni, e ancor di più le domande alle quali non trovo risposta. Mi chiedo, per quanto tempo ancora dovremo stare così distanti? Ognuno di noi sta affrontando questo evento in modo diverso, io per esempio, mi sono ritrovata dal condurre una vita frenetica allo stare chiusa in casa, lontana dalle mie amiche, dalle colleghe di lavoro e di servizio civile. Uno dei pochi modi per essere d’aiuto è chiudersi nelle proprie abitazioni, tenendoci aggiornati da dietro uno schermo in attesa di buone notizie. Il lato positivo è il tempo che trascorro insieme alla mia famiglia, siamo sempre così impegnati dalla routine quotidiana che spesso dimentichiamo l’importanza delle persone che ci circondano. Un altro aspetto positivo è che finalmente ho visto un’Italia unita, senza distinzioni tra nord e sud, un’Italia in difficoltà ma con voglia di rinascita. Sono certa che questo periodo passerà e tornerò di nuovo la serenità tra le strade del nostro paese, riprenderemo i rapporti umani e saremo di nuovo presi dai nostri mille impegni, ma più consapevoli, attribuendo maggiore importanza alle persone, alla calorosità di un abbraccio. Presto potremmo dire di avercela fatta!>>

In ultimo Elisagrazia: <<Le emozioni e gli stati d’animo del momento sono contrastanti. Alterno momenti in cui tutto ciò mi sembra irreale e divento malinconica, a momenti in cui mi dico che devo fare qualcosa anche io per far sì che la situazione migliori. Oggi però, sento che noi giovani abbiamo una responsabilità importantissima: proteggere i nostri genitori, i nostri nonni e le persone che amiamo, e che sappiamo essere più deboli di noi fisicamente. Usciamo solo per le necessità emanate dal decreto ed utilizziamo la tecnologia di cui tanto siamo esperti nel migliore dei modi.

Costruiamo una rete invisibile per sentirci meno soli, per confrontarci, per studiare con i nostri colleghi di università su Skype, per scambiarci consigli su serie tv da vedere, per preparare una ricetta insieme. Abito a Cosenza, sulla strada principale della città, e da 5 giorni non è più trafficata. Non ci sono persone che vanno avanti e dietro sperando di arrivare in orario a chissà quanti appuntamenti. È dura ogni mattina vedere il parco Piero Romeo completamente senza bambini. Poi però mi dico che adesso è la cosa più giusta che stiamo facendo, stiamo salvando l’Italia. Ognuno di noi è un piccolo pezzetto di un puzzle, che incastrandosi con i decreti emanati dal nostro governo, contribuirà a salvare il nostro Paese. Voglio ringraziare tutti i medici, gli infermieri, i biologi, i virologi e tutto il personale sanitario, che lavora per noi. Grazie a tutte le Forze Armate e di Polizia che rendono la nostra Italia un luogo più sicuro!>> Noi speriamo che questi nostri pensieri aiutino anche te a sentirti meno solo/a, scrivici anche tu e condividi con noi questi giorni, è difficile per tutti, se rimaniamo #unitimadistanti insieme possiamo farcela!

Elisagrazia Mauro , Sara Anna Trinchese, Placidia Guerrera.

(Servizio Civile Universale- Acli Cosenza)

#iorestoacasa #litalianonsiferma #coronavirus

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