VICINI, DISTANTI.

In Campania siamo alla prima settimana delle restrizioni, che si sono intensificate nelle ultime giornate, come non mai. La responsabilità e il senso civico alla fine è prevalso anche qui, dove in fondo, è chiaro, si riesce a fare socialità anche a distanza di un balcone, spesso proprio a distanza di un metro.

Penso ai vicoli e strade strette dei quartieri dove la distanza è il tema di ogni giorno. E forse il tema e la parola giusta non è distanza, dovremmo guardarla nel verso positivo di vicinanza. Ma ancor di più i fatti istituzionali, i decreti, hanno inibito la nostra gestualità, continua per i meridionali, che accompagna qualunque parte del discorso. Per questi giorni sembriamo incapaci di comunicare a parole, come avessimo solo un codice di lingua, ma senza linguaggio.

Succede diversamente in periferia e nel territorio più ampio della città metropolitana, dove l’isolamento non è tanto più straniero del vivere precedente. Le case distanti l’una dall’altra, le persone che corrono veloci in macchina con la mascherina, e anche a piedi, come nel mio piccolo paese, tenendosi a distanza. Trovo che non sia più del solito. Una riflessione strana a vedere tutto questo.

Cosi come è strano non poter tenere aperta la piccola sala, sede dell’associazione, dove si sono riuniti fino ad una decina di giorni fa, nel rispetto delle regole del catalogo sanitario, gli anziani e i giovani che spesso fanno la spola tra la sede ed il bar di fronte.

L’immagine della piazza vuota, ancora più del solito, lascia un po’ di amaro, ma anche speranza che tra qualche settimana si possa rivedere piena. Sarà cambiato sicuramente qualcosa nel rapporto tra di noi e con noi stessi. Stiamo cercando il più possibile di tenere i contatti anche con un semplice messaggio sui social o con una telefonata, i nostri soci anziani e di tutta la comunità, per non far mancare fiducia.

Ancora oggi il senso di comunità viene messo alla prova. Siamo alla metà di una Quaresima, che non a caso capita in un periodo di quarantena, da vivere in autoriflessione. Sarà l’occasione, quando potremo riabbracciarci, di poter fare una riflessione di comunità, che ci sia via per un percorso vero di costruzione di senso comune e di reciprocità.

Angelo Vecchione

(Giovani delle Acli Napoli)

#iorestoacasa #litalianonsiferma #coronavirus

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