Archivi giornalieri: 24 gennaio 2022

Nella “stagione dei bonus” rischiamo di perderne uno tra i più importanti

La salute mentale è salute, ed è arrivato il momento di capirlo

Si sta parlando molto della mancata previsione di un bonus psicologo nella legge di bilancio 2022. L’emendamento, presentato da alcuni senatori del Partito democratico, aveva raccolto il supporto di tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione. Si trattava di un aiuto economico alle persone che decidono di rivolgersi a uno psicologo, a uno psicanalista, a uno psichiatra o a uno psicoterapeuta. L’ultimo giorno dell’anno l’emendamento è stato respinto. Niente “bonus salute mentale” e questo  ha portato con se  una pioggia di proteste, petizioni, appelli, iniziative, voci di esperti, di pazienti, di influencer e artisti che si sono abbattuti contro la rinuncia del governo al “bonus psicologo”.

Uno studio di Lancet, pubblicato 4 mesi fa, ha raccontato che i casi di depressione sono aumentati del 28%, quelli di ansia del 26%. E tra i più colpiti ci sono i ragazzi, gli adolescenti, gli under 24 e le donne. Colpa, anche, del Covid, dell’isolamento, della limitazione delle attività, delle scuole chiuse, dell’ipocondria generate dalle curve dei contagi, dalle varianti, colpa della crisi economica, della stanchezza da pandemia davanti a un virus che non si stanca mai. 680 giorni passati da quando è stata dichiarata l’emergenza sanitaria mondiale e aumentano sempre più i casi di disturbi del comporto alimentare quali anoressia e bulimia, gli episodi autolesionisti e di suicidio, aumentano le dipendenze, l’angoscia, lo smarrimento, le difficoltà relazionali, le paure.  La consapevolezza e il bisogno di un sostegno al benessere non più solo fisico, ma anche mentale, ha portato al lancio di una petizione che ha raccolto più di 200 mila firme. Si chiedono due bonus: uno iniziale da 150 euro una tantum slegato dall’Isee, e uno più consistente e progressivo: 1600 euro annui per Isee fino a 15 mila euro, 800 euro annui per Isee tra 15 mila e 50 mila euro, 400 euro annui per Isee tra 50 mila e 90 mila euro. A supporto della richiesta si citano dati dell’Istituto Piepoli: il gruppo di specialisti intervistati ha dichiarato che nel 2021 il 27,5% dei loro pazienti non ha potuto intraprendere la terapia per ragioni economiche, il 21% è stato costretto a interromperlo. E così il municipio 9 di Milano, tra i più giovani e popolosi, ha deciso di istituire comunque in proprio un bonus per i ragazzi tra 10 e 25 anni: una card per i primi incontri con gli psicoterapeuti di zona. La Regione Lazio istituirà un fondo dedicato in primis ai giovani e alle fasce più fragili: 2,5 milioni di euro attraverso voucher da utilizzare nelle strutture pubbliche coinvolgendo la rete di psicologi e psichiatri. Qui, racconta uno studio condotto dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù i tentativi di suicidio e autolesionismo marcato sono aumentati del 30% durante la seconda ondata. Le ospedalizzazioni per tentativi o idee di suicidio sono passare dal 17% nel gennaio 2020 al 45% del totale un anno dopo. Solo per l’anoressia c’è stato un boom del +28% di richieste di aiuto. Martedì 18 gennaio è stata approvata dal consiglio regionale della Lombardia, che prevede l’estensione dello psicologo di base a tutti i residenti della Regione Lombardia. Il servizio dovrebbe partite negli Ospedali e nelle strutture sanitarie locali, le cd. “Case della Comunità”. Sarà gratuito, accessibile a tutti e quotidiano. Al contrario del bonus psicologo che era stato proposto a livello nazionale, non si tratta quindi di un voucher spendibile in sedute, né tanto meno dipenderà dal reddito Isee dichiarato dal paziente che ricorrerà alla psicoterapia. Seppur ancora da definire nei dettagli (e nelle modalità di accesso), per avere diritto allo psicologo di base in Lombardia pare varranno gli stessi criteri oggi ammessi per il medico di base. Il professionista, in questo caso, probabilmente sarà una persona scelta da ciascun cittadino per garantirsi l’assistenza nell’intervento sanitario di primo livello, ma anche l’assistenza all’esterno dell’ospedale. La speranza della petizione nazionale è invece di riuscire a inserire il bonus nel decreto milleproroghe. L’obiettivo, si legge nella petizione, è “andare incontro a un’esigenza immediata e pressante”, dare “una risposta di civiltà rispetto ai tantissimi che si rivolgono ai professionisti nel silenzio e nell’assenza di qualsiasi tipo di sostegno”, pur non ponendosi come “un investimento sostitutivo rispetto al servizio pubblico, che pure andrebbe potenziato”. Già perché, al di là dei bonus una tantum che vanno ai privati, di questo bisognerebbe ragionare: oggi la media nazionale dello stanziamento per la salute mentale rispetto al budget destinato alla sanità è del 3,5%.

L’Italia è fanalino di coda.