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Un occhio attento su altre realtà

I giovani di Teheran festeggiano la pace

Lo storico accordo firmato ieri tra il governo iraniano e il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è un passo in avanti importante verso la pace e il disarmo nucleare. La fine delle sanzioni e quindi l’apertura dell’Iran al mondo in cambio della chiusura delle centrifughe nucleari e all’abbandono, se non in minima parte, delle scorte di uranio arricchito. I volti dei giovani scesi in piazza per festeggiare questo avvenimento importantissimo danno la cifra dell’avvenimento: se i pasdaran del regime hanno potuto arricchirsi grazie all’isolamento post ’79, adesso può davvero iniziare un epoca in cui il divario tra ricchi e poveri può cominciare a colmarsi. Un accordo win-win, sopratutto in chiave geopolitica. Se l’IS avanza e propaganda la propria forza in medio oriente, l’agreement di ieri è un segnale forte di saldatura tra oriente e occidente contro il terrorismo che sta avanzando nella regione.

E’ anche un segnale di speranza: dopo l’elezione di Hassan Rohani, un moderato-riformatore in netta discontinuità con l’ultraconservatore Ahmadinejad, si respira un aria diversa a Teheran. Lo racconta molto bene la scrittrice iraniana Goli Taraghi in questa intervista su Internazionale.

Ancora c’è da fare molta strada, le maratone iniziano sempre con un passo.

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Intanto in Kenya marciano uniti

La Pasqua è stato un momento di riflessione per tutti i cristiani e le parole del Pontefice in difesa dei cristiani e, più in generale, “dei diritti più elementari dell’uomo” hanno suonato molto forte nel silenzio delle stragi in Kenya ed in Pakistan. La risposta, però, non può essere affidata solo alla rappresaglia armata contro Al-Shabaab: i ragazzi che sono scesi in piazza oggi hanno protestato insieme, musulmani e cristiani, contro gli estremismi liberticidi che la autorità locali, purtroppo, non sono in grado di contrastare.

La mobilitazione contro il fanatismo parte dalla denuncia e dalla presa di distanza netta fra i responsabili delle stragi in nome di Dio e le comunità islamiche che costruiscono cultura e socialità nella pace. In questo quadro generale si innesta l’accordo tra Iran e Stati Uniti d’America: un matrimonio di interesse che potrebbe avere risvolti positivi in termini d stabilità medio orientale. Aspettiamo per vedere se, oltre alla questione nucleare, questo avvicinamento porterà ad una alleanza consolidata contro l’IS, nemico del governo sciita iraniano. Solo piccole riflessioni con uno sguardo rivolto ad un futuro dove la fede non dovrà più essere piegata alla violenza.